Questo buonissimo formaggio d’alpeggio prende il nome da un torrente che nasce nelle Valli Gerola e Albaredo. E’ in queste valli infatti che nacque la tradizione di questo prodotto caseario ottenuto con la lavorazione di latte vaccino, con una eventuale piccola aggiunta di latte di capra. Caratterizzato soprattutto dal sapore dolce e delicato, il Bitto è attualmente prodotto in tutti i comuni della provincia di Sondrio e in 8 comuni del Bergamasco.
Tipico formaggio d’alpeggio lavorato esclusivamente durante il periodo estivo, il Bitto viene stagionato almeno 70 giorni prima di essere commercializzato. Ma è possibile anche stagionarlo molto più a lungo. Le forme, pesanti da un minimo di 8 fino a 25 chilogrammi ciascuna, sono cilindriche e alte una decina di centimetri. Ha ottenuto il riconoscimento europeo come DOP (Denominazione di Origine Protetta) nel 1996.
Formaggio di grande tradizione e con origini che si perdono nella storia più antica - alcuni lo fanno risalire alle tradizioni dei Celti che abitavano queste valli - il Bitto è sicuramente prodotto da secoli in queste valli, come confermano i documenti che attestano il suo uso come moneta per pagare l’affitto dei pascoli.
Eccellente formaggio da tavola, acquista con la stagionatura prolungata un sapore più intenso e deciso. Si accompagna bene con tutti i vini DOC valtellinesi. E’ anche uno degli ingredienti dei pizzoccheri: forse il piatto tipico valtellinese più conosciuto. La sua produzione non è certo di massa e si aggira sulle 300 tonnellate annue collocate quasi esclusivamente sul mercato locale.
scritto da Damiano Lucia