Alla seconda domanda, più semplice, rispondiamo prima e ci togliamo subito il dubbio che c’entri qualcosa con il parto (che invece è podalico).
Si fa con il latte delle mucche di razza podolica, una razza dalle corna lunghe e dal pensiero hippy. Essa infatti scorazza per i boschi per la gran parte dell’anno ed è allergica alle stalle.
Per venire poi alla prima domanda, non ci si mette mai d’accordo sull’origine del nome caciocavallo e di storie che girano ce ne sono veramente tante.
Proviamo a ricordarne qualcuna.
Una delle più improbabili è quella che racconta che il nostro formaggio si chiama così perché una volta lo si preparava con latte di giumenta.
Alcuni coraggiosi hanno provato anche a farlo in questa maniera, ma i risultati, per somma gioia dei puledri e nostra, sono stati pessimi.
E’ carino e giocoso poi pensare, come qualcun altro sostiene, che il nome l’abbia preso dai cavallini che i casari preparano per i bambini con la pasta filata del formaggio.
Ma della stessa pasta ne facevano anche maialini e altre bestie, perché allora non cacio maiale (oddio!), o cacio mucca (peggio..).
Meno fiabesca e un po’ più monotona è per ultima la convinzione che l’etimologia sia legata al fatto che i caciocavalli si legano tra loro a coppie con una corda e vengono posti “a cavallo”, appunto, di pertiche e bastoni che corrono lungo i soffitti per farli stagionare.
A noi comunque il solo pronunciarne il nome ci fa sempre un po’ infantilmente sorridere (succede anche a voi o dobbiamo trovarci uno psichiatra bravo?), e ne abbiamo messa a punto una nostra di teoria: il caciocavallo si chiama così perché lo fa una mucca che è libera e fiera come un cavallo.
Voi che ne dite?