Nel 1753 il naturalista svedese Carl Von Linné attribuisce il nome Theobroma cacao (dal greco="cibo degli dei") alla nostra pianta. La lavorazione del cacao si affermò in alcune città europee durante il XVIII secolo, tra le più importanti troviamo Torino dove già alla fine del Seicento se ne produceva in grandi quantità e veniva esportato anche in Francia, Svizzera, Austria e Germania. La cioccolata diventa molto popolare a Torino e in Piemonte proprio per la grande passione coltivata per l’arte cioccolatiera.
Fino alla seconda metà del Settecento la produzione del cacao e del cioccolato viene fatta a mano, dalla raccolta a tutte le fasi di lavorazione, ma iniziano i primi tentativi di meccanizzare e facilitare alcune fasi della lavorazione. Per la prima volta nel 1777 a Barcellona si riesce a produrre il cioccolato meccanicamente. Le piantagioni di cacao si sviluppano nel mondo e l’industria cioccolatiera si perfeziona in diversi paesi all’inizio dell’Ottocento.
La tappa più importante è quella che permette di solidificare il cioccolato per arrivare alle famose tavolette, i migliori nel campo sono i torinesi e gli svizzeri. Successivamente la scoperta viene messa a punto dagli inglesi dove viene prodotta la tavoletta di Fry & Sons un mix di cioccolato, burro di cacao,zucchero e liquore.
In Olanda nel 1828 viene fatto il salto di qualità mettendo a punto un torchio speciale per spremere i grani macinati del cacao e che permette di separare la polvere di cacao dal burro di cacao. Verso il 1875 gli svizzeri inventano il cioccolato al latte. Il cacao e il cioccolato vengono venduti e propagati come alimenti energetici e buoni per la salute per tutto l’Ottocento, alimenti ottimi per i bambini, i ragazzi in crescita e le persone deboli.
Il cacao si consuma come bevanda con l’aggiunta di latte, il cioccolato è considerato, invece un alimento ancora non alla portata di tutti e questo fino alla metà del Novecento dove i cioccolatini diventano un segno di lusso e di festa.
Pisano