Distillato di uva

Il distillato d’uva non è una grappa, ma un suo parente prossimo.

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Distillato di uva e non grappa

A differenza della grappa le bucce dell’uva vengono distillate assieme al mosto appena fermentato

Diciamo subito che, ad essere precisi, il distillato d’uva non dovrebbe finire tra le grappe. Si tratta però di un peccato veniale. Viene infatti ricavato avviando alla distillazione le bucce fermentate assieme al mosto appena fermentato. La gradazione non differisce da quella tradizionale delle grappe e va generalmente dai 38 ai 45°. Il colore è tipicamente bianco, con sensazioni gustative in cui prevalgono i sapori e i profumi fruttati, freschi, tipici dell’uva.  

La nascita del distillato d’uva appare legata a un viaggio compiuto in Svizzera, Foresta Nera e Alsazia dai Nonino (titolari dell’omonima distilleria)  nel 1982 alla ricerca dei migliori distillati di frutta prodotti in Europa. In tale occasione sembra sia nata l’idea - solo apparentemente scontata - di provare a distillare come materia prima il frutto alcoligeno per eccellenza: l’uva.
Il risultato delle prime prove compiute è stato eccellente ed anche la tecnica di distillazione non ha presentato particolari difficoltà.
Ottenute le necessarie autorizzazioni il distillato di uva è stato commercializzato a partire dal 1984 ottenendo un notevole consenso da parte dei consumatori che ne apprezzano il gusto particolarmente delicato e soprattutto la forte componente aromatica. 
Il prodotto si riallaccia alla tradizione dei distillati di frutta caratteristici soprattutto dei Paesi d’Oltralpe (distillato di pere, di ciliegie, di prugne, ecc.), ma, nella versione derivata dall’uva, è una specialità per ora solo italiana.

Non esiste un momento unico di consumo, anche se di fatto - come per la grappa - il distillato d’uva è consumato soprattutto dopo i pasti, preferibilmente la sera. Anche il bicchiere adatto coincide con quello tipico a tulipano utilizzato per servire le grappe giovani.
Le uve utilizzate per ottenerlo sono quelle caratteristiche del Friuli, con una certa preferenza per quelle particolarmente profumate: Picolit, Moscato, Traminer.

Gli apparecchi usati per la distillazione sono quelli di tipo discontinuo (a caldaiette a vapore) in cui è possibile per il distillatore operare direttamente nella scelta dei profumi e dei componenti desiderati. All’uscita dall’alambicco il tenore alcolico, che varia dai 65 ai 75 gradi, viene ridotto con l’aggiunta di acqua distillata sino alla gradazione di consumo (38 -45°). E’ previsto poi un breve periodo di affinamento in fusti di acciaio inox. L’invecchiamento in botticelle di legno non è molto praticato e, in ogni caso, è bene non sia troppo prolungato poiché coprirebbe l’aroma tipico di uva che è la caratteristica più specifica del prodotto.

scritto da Damiano Lucia  

 

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