Le grappe Altoatesine sono soprattutto quelle bianche e vengono ottenute perlopiù attraverso impianti a carattere artigianale che utilizzano attrezzature e alambicchi spesso molto antichi. Tra i documenti che dimostrano l’antica tradizione locale all’arte di distillare vinacce, da citare il decreto emesso dall’imperatore Carlo VI nel 1718 (Provvisione sopra li vini ed acquavite italiane) dedicato a regolamentare il commercio di grappa tra il Tirolo e la provincia di Trento.
Nonostante il numero di mastri distillatori sia esiguo (meno di una decina), la gamma di distillati che offrono è davvero notevole e collegato al ricco patrimonio di vitigni locali (Pinot Nero, Traminer Aromatico, Schiava, ecc.) che costituiscono la materia prima a cui attingono i distillatori.
Gli alambicchi, a parte uno che utilizza i moderni sistemi di lavorazione continua, sono tutti di tipo discontinuo. Tale sistema, pur comportando costi più alti e maggiori difficoltà operative permette infatti all’artigiano di intervenire personalmente durante la distillazione selezionando e scegliendo componenti e profumi che desidera siano presenti nella propria grappa.
Abbastanza diffuse sono anche le grappe aromatizzate, prodotte attingendo alla notevole ricchezza in termini di piante aromatiche, frutti ed essenze vegetali presenti sulle montagne altoatesine.
Scritto da Damiano Lucia