La propensione dei trentini a lambiccare, termine che nella Val di Cembra viene utilizzato per definire il processo di distillazione delle vinacce, è in queste terre molto antico. Ne è testimonianza - ma si tratta solo di un esempio - il proclama emesso il 7 agosto 1697 dal magistrato consolare di Trento che già allora lamentava il diffondersi del contrabbando di grappa nella regione e stabiliva pene per chi cadeva in questo reato.
Nel XVII secolo si ha poi notizia dell’utilizzo della grappa, soprattutto nelle valli Giudicarie, per alleviare il morbo della peste che allora infuriava. Un’altra data storica - anche se molto più recente - è la nascita , nel 1968, dell’ Istituto per la Tutela della Grappa del Trentino che, dal 21 gennaio 1975, ha promulgato un proprio Statuto a cui i produttori provinciali devono attenersi per poter utilizzare il marchio di origine del prodotto.
Le grappe prodotte in Regione sono soprattutto giovani e vanno consumate ad una temperatura di 8 10 gradi. Temperature più alte (15-18 gradi) vanno invece bene per grappe di medio e lungo invecchiamento. La tradizione montanara locale vuole che la grappa sia consumata preferibilmente la sera, dopo cena, magari dopo una lunga camminata tra i monti. Tipicamente come digestivo, sono invece usate le grappe aromatizzate alle erbe, peraltro molto diffuse nella provincia.
Il bicchiere da utilizzare per le grappe giovani è quello a forma di tulipano. Bicchieri più ampi e bombati sono invece da riservare alle grappe molto invecchiate.
Le vinacce usate per ottenere la grappa trentina provengono dalle uve maturate nei vigneti di collina della provincia di Trento e appartengono ai seguenti vitigni: Nosiola, Müller Thurgau, Traminer, Schiava, Pinot, Teroldego, Chardonnay, Cabernet, Moscato, Merlot.
La distillazione avviene utilizzando due tipi fondamentali di impianti: i continui (caratterizzati da grandi capacità di lavoro e costruiti in modo da permettere un flusso ininterrotto di vinacce in entrata e una conseguente estrazione continuata di alcol) e i discontinui (caratterizzati da un funzionamento ad intermittenza in quanto ogni singola "cotta" - operazione consistente nel carico, esaurimento e scarico della vinaccia nella caldaia - è di fatto una distillazione distinta con una precisa individualità). Questi ultimi sono i preferiti dai trentini che infatti detengono il primato in Italia del maggior numero di impianti funzionanti a caldaiette a vapore (senz’altro il sistema più adatto per la distillazione di piccole partite di vinaccia pregiata ed anche quello in grado di enfatizzare al massimo le capacità del mastro distillatore).
Il Trentino è poi particolarmente noto per le grappe aromatizzate (alla mora, mirtillo, lampone, ruta, mugo, ortica). La produzione di queste grappe avviene per aggiunta di una tintura alcolica ottenuta per macerazione in alcool dei frutti o erbe che si desidera utilizzare. Meno diffusa e limitata a pochi produttori artigianali è invece la macerazione di parti della pianta o del frutto direttamente nella grappa.
Scritto da Damiano Lucia