Grappa friulana

IL Friuli Venezia Giulia è una delle Regioni che produce più grappe. Tra queste spiccano quelle monovitigno e quelle invecchiate.

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La grappa nel Friuli Venezia-Giulia

Un prodotto dell’uva alla pari del vino

Il Friuli Venezia-Giulia è una delle poche regioni italiane dove la grappa è da sempre considerata non un sottoprodotto della vinificazione, ma uno dei prodotti dell’uva, assolutamente alla pari del vino. D’altra parte la distillazione in regione è un’arte antica. Una della prime testimonianze della passione dei friulani per la grappa risale infatti al 1451 e si riferisce a un certo “ser Enrico”, del quale si scrive che conservasse nella sua cantina “unum ferrum ad faciendam aquavitem”: di certo un primitivo alambicco che usava per prodursi in proprio la grappa.
Alla fine del secolo scorso risale la nascita di una delle distillerie più note in Italia e all’estero -  la Nonino - a cui molti estimatori dell’acquavite attribuiscono il merito di aver contribuito in modo decisivo alla riscoperta di questo distillato con la diffusione delle  grappe monovitigno, tra cui spicca quella di Picolit: un vino friulano raro e particolarmente pregiato la cui grappa presenta eccellenti caratteristiche aromatiche.
Del 1971 è poi la nascita del Consorzio per la Tutela della Grappa Friulana a cui si deve la forte azione di difesa della qualità del prodotto di questa Regione.

Come per tutte le grappe, anche in Friuli, sono le vinacce a fornire la materia prima per la distillazione. Con una particolarità però. Nel caso del Friuli a prevalere è infatti l’utilizzo di vinacce vergini; quelle cioè che subiscono il processo di fermentazione dopo essere state separate dal mosto. Ciò è in relazione alla grande diffusione di vini bianchi locali che richiedono l’immediata separazione del mosto dalle bucce degli acini subito dopo la pigiatura. I vitigni più utilizzati - spesso distillati separatamente per ottenere pregiate grappe monovitigno - sono Pinot, Refosco, Chardonnay, Verduzzo, Tocai, Merlot, Cabernet, Moscato, Sauvignon, Malvasia istriana, Picolit e Traminer.

Abbastanza diffusa in Regione è anche la pratica dell’invecchiamento della grappa. Questo viene attuato in botti di legno (rovere, gelso, ciliegio, ecc.) e determina sia fenomeni di ossidazione sia di cessione al distillato di una serie di componenti del legno che influiscono notevolmente sul colore, sapore e profumo del distillato. E’, ad esempio, dall’emicellulosa - uno dei costituenti primari del legno - che la grappa ricava soprattutto zuccheri (xilosio, arabinosio, glucosio, ecc.) che sono i fautori della particolare morbidezza che caratterizza alcune grappe friulane di lunghissimo invecchiamento (anche 10 anni).

Scritto da Damiano Lucia  

 

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