Una data importante per la storia della produzione di grappa in Veneto è il 1779; l’anno in cui giunse a Bassano del Grappa Bortolo Nardini: il capostipite dell’omonima e famosa distilleria.
La storia racconta che provenisse da un paese del Trentino chiamato Segonzano e che fu il primo a trattare le vinacce col vapore (invece che ad aggiungervi acqua e a farle bollire a fuoco diretto come fino allora si faceva).
In ogni caso in Veneto la distillazione delle vinaccia gode di una antica tradizione che precede di molto quella dell’investitura di Bassano a capitale nelle grappa. Ed è quella che vedeva la grappa - prodotta quasi sempre in casa e con mezzi di fortuna - non solo come liquore, ma anche come una delle medicine popolari più in voga. La si usava per combattere un’infinità di malanni, ma soprattutto contro l’influenza, il raffreddore e perfino il colera, come ricorda Riccardo Bacchelli in una nota pagina del Mulino del Po.
Il numero delle distillerie operanti nella regione è notevole. Per molte di queste si tratta di grossi impianti industriali che operano con apparecchi continui in grado di dare un prodotto particolarmente armonico e qualitativamente costante. Non mancano comunque anche i piccoli distillatori artigianali (una quindicina) che utilizzano il vecchio sistema a caldaiette a vapore, nato, a quanto sembra, proprio da queste parti.
La grappa prodotta – localmente chiamata graspa - è in gran parte del tipo giovane: color acqua e con aromi ricollegabili ai vitigni che forniscono la materia prima per la distillazione (le vinacce).
Scritto da Damiano Lucia