Olio Pugliese

L'olio extravergine d'oliva pugliese è un prodotto di altissima qualità, figlio di tradizioni e attenzioni.

S ·  M ·  L ·  XL

L’olio d’oliva pugliese

... e l’olio d’oliva va in città.

In Puglia ci sono 44 milioni di alberi di olivo. E’ la regione d’Italia dove ce ne sono di più in assoluto.

In effetti anche girando in auto per una qualsiasi delle province pugliesi, lungo le statali, le autostrade, all’interno e sulla litoranea adriatica, nel Salento e sul Gargano, gli ulivi sono l’elemento più ricorrente nel paesaggio, insieme naturalmente al grande cielo turchino.

Da ottobre a dicembre viene il tempo della raccolta.

A mano devono essere raccolte tutte le olive dalle quali si estraggono gli oli d.o.p., ma anche tutte le olive degli alberi secolari per i quali uno scuotitore automatico lascerebbe danni irreparabili. E in Puglia di alberi secolari ce ne sono tanti, ritorti su se stessi, come atleti rugosi rimasti in torsione coi busti nodosi e le gambe piegate e piantate in terra.

Raccolgono le aziende agricole, ma raccolgono o fanno raccogliere anche i cittadini.

Manager delle asl foggiani, impiegati del catasto leccesi, insegnanti baresi, agenti di commercio tarantini, quasi in ogni famiglia pugliese c’è qualcuno che possiede un fondo dove ci sono alberi di ulivo. Immancabilmente la maggior parte di questi si lamenta della scarsa convenienza dell’impresa, considerate le spese della cura delle piante durante l’anno, della manodopera per la raccolta, e del frantoio per la spremitura.

Insomma la canzone è che non ne vale mai la pena.

Ma naturalmente ogni anno l’olio extravergine di oliva si fa. Per sé, per i parenti , per gli amici e gli amici degli amici. E l’antica cultura contadina, sotterrata nell’anima, riemerge come un fiume in piena.

E’ sorprendente osservarli sostenere con orgoglio malcelato di aver prodotto, loro soli, il miglior olio di tutto il mondo quasi.

I propri alberi non hanno mai subito trattamenti, la raccolta è fatta pettinando i rami come fossero le chiome di bimbe dai capelli d’oro, il frantoio da essi scelto per spremere è di solito la più perfetta organizzazione, sintesi di tradizione e tecnologia biocompatibile.

E quando l’olio nuovo arriva a casa e si comincia ad assaggiarlo crudo o nelle pietanze, l’impressione è che la qualità media di questi oli sia realmente molto alta e che in fondo vale la pena per questo ben di dio sopportare tuo zio per quel paio d’ore nelle domeniche di autunno, mentre ti parla del suo uliveto.

scritto da: www.cornucopiafood.com

 

 

c/o GRAFOPOLI • Roma ITALY • redazione@mammapina.it
web-design
FEED RSS2.0