Soprattutto in Francia, in Italia e in Spagna, non si differenzia essenzialmente da quella asiatica. Anche qui, nelle più grandi zone di coltivazione europee, ovverosia nella Pianura Padana in Italia, si vedono le “solite” risaie che, protette da una coltre d’acqua, rispecchiano il cielo o, per effetto delle piante progressivamente emergenti dall’acqua, passano dal color verde pastello al giallo intenso. Anche qui i campi sono attraversati da un complesso sistema di canali di irrigazione.
Sporadicamente, si incontrano anche le “cascine del riso”, risalenti agli inizi della coltivazione di questo cereale: si tratta di fattorie per così dire “adibite” a minuscoli villaggi, che dispongono di una chiesa, di un cimitero, di una piccola osteria e di posto per molte famiglie. Costruite e sviluppate in base ai parametri delle zone agricole coltivate a riso allora in crescente espansione, dal 12° secolo vennero sostenute dai diligenti monaci cistercensi fondatori anche di vari piccoli e grandi comuni nei dintorni.
(fonte Wikipedia)
PFCaselli
Lavorazione del riso
La CARIOSSIDE del riso appena raccolto si chiama RISONE o riso grezzo o riso vestito.
Il risone diventa commestibile dopo varie lavorazioni, svolte in un’industria risiera.
La SBRAMATURA viene fatta con due dischi a SMERIGLIO ruotanti in senso contrario e ad adeguata distanza, che rompono le glumelle, senza intaccare il granello
La SBIANCATURA è un nuovo passaggio fra due coni (uno dentro l’altro), dove una superficie smerigliata toglie i residui delle glumelle; si ottiene il riso semilavorato o mercantile.
La BRILLATURA fornisce il riso brillato, bianco e lucente e traslucido.
Produzione e lavorazione del prodotto
Il riso è avvolto dalle glumelle che devono essere asportate per ottenere un riso raffinato.
Il Risone subisce le seguenti lavorazioni:
1. PULITURA: separazione dalle impurezze
2.SBRAMATURA: distacco e separazione delle glumelle, della cariosside.
3. SBIANCATURA: in cui si allontanano gli strati esterni della cariosside e l’ embrione
Il riso raffinato può essere BRILLATO.
Nel corso della PILATURA si ottengono i seguenti prodotti:
• Il riso grezzo che è privato della lolla però ha ancora il pericarpo e l’embrione.
• Il riso sbramato che ha subito una lavorazione incompleta alla sbiancatura e si usa nella lavorazione della birra.
• Il riso raffinato che è il riso bianco che ha subito 3-4 passaggi alla sbiancatura e che viene destinato come sottoprodotto a lavorazioni speciali.
• Il riso comolino e oleato che si ottiene oleando la superficie del riso raffinato con olio di lino o di vaselina.
• Il riso brillato che si prepara a seguito di lavorazioni con talco e glucosio e si usa nell’alimentazione umana.
La coltivazione tradizionale
Un esempio di coltivazione tradizione è rappresentato dalle terrazze di riso nella Cina meridionale e nelle Filippine settentrionali. Realizzate in parte già più di duemila anni fa, sono testimoni di un’architettura paesaggistica che si annovera fra le più arminche creazioni culturali dei popoli rurali nel mondo. Le terrazze di riso dimostrano anche quale genialità possa sviluppare l’essere umano quando è in gioco il suo fabbisogno essenziale: procurarsi il cibo e assicurare le scorte a lungo termine. Dalle terrazze alle risaie ubicate lungo dolci pendii o su vaste superfici, si riscontra un livello costante dell’acqua di circa 10 cm, assicurato da argini alti 40-60 cm tenuti con grande cura. Tale livello è d’importanza fondamentale per il riso, dalla semina fino al raccolto.
Coltura di riso irrigua o riso d’acqua
L’adduzione d’acqua riveste un ruolo importante e assume, a seconda delle circostanze locali, le forme più svariate: l’acqua piovana viene raccolta sui campi dall’ubicazione più elevata, l’acqua alluvionale viene arginata tramite dighe e l’acqua dei fiumi viene deviata intervenendo sul decorso. Spesso, l’acqua deve essere adotta ai campi da lontano attraverso canali, gallerie o acquedotti. Al di là dei numerosi - e in parte anche sofisticati - sistemi di approvvigionamento d’acqua, in alcuni luoghi viene anche semplicemente prelevata con dei secchi dai fiumi, dai laghi o da serbatoi, e portata ai campi.
La coltivazione tradizionale è caratterizzata ancora oggi dalle secolari immagini dei bufali indiani che tirano l’aratro nel terreno fangoso, incitati dai contadini. Vengono così lavorati nella terra anche i residui vegetali e il letame bovino. Si tratta di un lavoro estenuante per le persone e per gli animali. Le zolle di terra rivoltate vengono accuratamente frantumate con gli erpici. Quanto più la struttura granulare della terra è omogenea, tanto più regolarmente potranno essere ripartite le sementi. Infine il campo viene spianato. Gli argini vengono controllati e liberati dalle erbacce.
Durante questi lavori di preparazione, nei semenzai germinano le giovani pianticelle. Le sementi si compongono di chicchi di prima qualità, selezionati da donne che prima del raccolto principale vagano attraverso i campi per tagliare le spighe più grandi e più sane. Qualunque sia la forma della semina, le sementi madre devono essere fatte macerare, o perfino leggermente germinare, in acqua pulita. Quando le piantine hanno raggiunto le dimensioni necessarie, vengono estratte accuratamente dal terreno e trapiantate a intervalli di 20 cm nelle risaie già sommerse.
Lavorazione dei piantoni
Dopo cinque o sei mesi, le spighe di riso sono dorate e mature. Tre settimane prima del raccolto l’acqua viene fatta defluire. Le spighe vengono mietute a mano con le falci e quindi fatte essiccare al sole, sciolte o in covoni Nella fase di trebbiatura le spighe vengono battute sul terreno o su supporti di legno. Quindi, i chicchi così ricavati vengono spulati , ovverosia gettati in aria con dei cesti piani, in modo che il vento porti via la pula più leggera. Ma anche queste immagini dalle sembianze bibliche vanno scomparendo per far posto in misura crescente a fasi di lavoro affidate alle macchine.
La risicoltura in Europa
Soprattutto in Francia, in Italia e in Spagna, non si differenzia essenzialmente da quella asiatica. Anche qui, nelle più grandi zone di coltivazione europee, ovverosia nella Pianura Padana in Italia, si vedono le “solite” risaie che, protette da una coltre d’acqua, rispecchiano il cielo o, per effetto delle piante progressivamente emergenti dall’acqua, passano dal color verde pastello al giallo intenso. Anche qui i campi sono attraversati da un complesso sistema di canali di irrigazione.
Sporadicamente, si incontrano anche le “cascine del riso”, risalenti agli inizi della coltivazione di questo cereale: si tratta di fattorie per così dire “adibite” a minuscoli villaggi, che dispongono di una chiesa, di un cimitero, di una piccola osteria e di posto per molte famiglie. Costruite e sviluppate in base ai parametri delle zone agricole coltivate a riso allora in crescente espansione, dal 12° secolo vennero sostenute dai diligenti monaci cistercensi fondatori anche di vari piccoli e grandi comuni nei dintorni.
(fonte Wikipedia)
PFCaselli